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Editoriale

“Le persone che indossano i miei vestiti vogliono appartenere al mio mondo; per questo la mia grafica è così riconoscibile“ dice Marcelo Burlon a proposito del proprio stile e non c’è dubbio che quel mix di sport e streetwear ricco di slogan, loghi e motivi tattoo completati da grafiche ‘demoniache’ à la death metal dia a chi lo indossa un forte senso di appartenenza tribale. La gang Burlon sfila a Milano ma potrebbe trovarsi in qualsiasi angolo di mondo, basta che sia una strada; per il resto, sulle consuete felpe con cappuccio, sulle T-shirt, sui bomber lucidi, sulle tute sportive e sui track pants spiccano loghi ufficiali dei team, tarocchi e immagini stilizzate di film horror, tra colori sgargianti e nero totale. Una ricetta vincente che può accattivare anche chi non ama il genere.