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Editoriale

Paure ed incertezze contemporanee legate soprattutto ai risultati delle ultime elezioni americane portano Mihara Yasuhiro a cercare ispirazione in un’epoca, gli anni ’60, che ha forse rappresentato “l’ultima grande rivolta americana contro le forze radicate del conservatorismo e del pregiudizio”. In passerella sfilano giovani ribelli con baschi in lana alla maniera del Che, giacche in pelle lucida e blazer striminziti su dolcevita o girocollo abbinati a pantaloni classici ampi che si alternano ad altri più asciutti e corti al polpaccio, su cui spiccano maxi-cinture. È un mood esistenziale che al nero delle prime uscite passa poi al ruggine, prugna, marrone, verde, sempre proposti in total look ad eccezione degli ultimi outfit, lunghi coat a rete decorati da maxi-scritte e applicazioni in pelliccia colorata.