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Editoriale

Nel 1981 John Galliano lavorava come costumista al National Theatre per mantenersi alla Central Saint Martins e da lì passava in storici club come il Cha Cha e il Camden Palace, dove si concentrava la vita notturna che celebrava l’anticonformismo, la fluidità di genere e, in senso stilistico, la libertà di espressione sartoriale, elementi che sono poi entrati a pieno titolo nel lavoro del designer. E la Maison Margiela che dirige ben si presta a questi esperimenti in cui i capi sono privati del loro significato e uso originario per diventare altro, una sorta di work in progress che contamina anche chi li indossa. Così abiti e coat si trasformano in mantelle in cui rever, tasche e maniche sono solo suggeriti da impunture a vista, mentre i trench si portano come abiti e i top asimmetrici tutti una ruche si sovrappongono ai blazer o a pelle. E poi le maniche dei pull legate intorno ai cappotti, i costumi da bagno che diventano abiti e simil-cuffie da piscina come copricapo.