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Editoriale

Se la tematica più ricorrente in queste ultime sfilate uomo è il viaggio, il direttore creativo di Louis Vuitton, Kim Jones, è davvero nel suo elemento, lui che soltanto il Giappone l’ha girato negli ultimi anni almeno 70 volte. Eppure questa collezione è più un ‘ritorno a’ piuttosto che un ‘andare verso’: Jones sceglie tre luoghi, l’Africa, dove è cresciuto, Londra dove ha studiato e Parigi dove vive e lavora e li mixa in look che di africano hanno la raffinatezza delle pelli esotiche, l’ispirazione Masai delle stampe check e le cromie sabbiose effetto ‘sbiadito dal sole’. La parte britannica è rappresentata da dettagli punk come choker borchiati, pantaloni con fettucce bondage laterali e zip e perché no dagli stessi motivi check che assomigliano al tartan. E poi c’è la Francia, Parigi, che è l’essenza stessa di Vuitton, ‘le voyager’.