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Editoriale

All’interno della Cour carrée del Louvre, museo dentro al museo, Nicolas Ghesquière ricostruisce il Centre Pompidou nel Beaubourg, il quarto arrondissement, riferendosi soprattutto alla grande piazza che si trova di fronte alla struttura e che descrive come un “melting pot di diverse tribù che si uniscono” e “un luogo in cui l’espressione è libera di essere”. L’idea è quella di ricreare quelle tribù in un mosaico di trame, fantasie vivaci, decorazioni metalliche, in una variegata proposta di pezzi che vanno dai mini-abiti fittamente stampati, con volant scultorei su busto e spalle, alle bluse accollate indossate dentro gonne pencil o pantaloni a vita alta a blazer strutturati e giacche cropped. Eclettica e audace, è una collezione che s’impone anche grazie agli accessori: cappelli a zuccotto in pelle nera o damier, cinte con maxi-fibbia a stringere la vita, borse di vario tipo portate a mano, stivaletti a punta e stringate massicce maschili.