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Editoriale

Una passerella che è solo un pavimento piastrellato di nero all’interno di una ‘scatola’ bianca; giusto su una parete è appesa una serie di miniature di ritratti olandesi, francesi e inglesi dei secoli XV, XVI e XVII. Togliere tutto per vedere il dettaglio è ciò che fa Jonathan Anderson per Loewe ma non solo, c’è qualcosa di quei dipinti nei look e che ritorna nella moda di Anderson, le camicie da poeta, le vesti monacali, i colletti puritani, quel misto di antico e severo che si scontra con l’insolito o il grottesco, qui rappresentati da strani copricapo con alette laterali o altri che sembrano nidi d’uccello e da cascate di piume e di lacci pendenti che danzano intorno agli abiti. È ancora il dettaglio che conta nei capi, che cominciano con la maglia e terminano in un impalpabile tessuto garzato o viceversa oppure in una gonna nera satinata e drappeggiata. E come non pensare alle donne di certi ritratti quando esce l’ultimo look, un long dress bianco bordato di pizzo con le maniche svasate che fuoriescono da un soprabito di lino nero.