×

Editoriale

Da Lanvin va in scena la prima collezione orfana di Albert Elbaz ma portata avanti con piglio sicuro da Lucas Ossendrijver che festeggia i suoi dieci anni alla guida del marchio dimostrando ulteriore cura per l’abito e soprattutto per il dettaglio. Abiti indossati che prendono vita sul corpo, blazer precisi ma con imbastiture a vista portate su canotte sottili, bluse zippate o camicie fluide aperte sul petto nudo, a volte sovrapposte da reti sfrangiate, pantaloni morbidi con l’orlo che tocca il pavimento oppure più sottili con risvolto, abbinati a sneakers colorate ad effetto spray. Un’apparente rilassatezza nelle linee, una maglia portata un po’ dentro e un po’ fuori non tradiscono l’attenzione per il particolare, rappresentato anche da piccole chiavi o seghetti riprodotti su giacche e maglie, “cose che tocchi con mano” come un bell’abito.