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Editoriale

Nell’allora dimora degli abati di Cluny, in Boulevard Saint-Germain, ora sede del Museo Nazionale del Medioevo, va in scena il nuovo corso di Lanvin, che segna anche il debutto del direttore creativo Bruno Sialelli. È una collezione piena di tante cose, tanti capi, tanti dettagli, tanti stili, in cui dominano quindi sovrapposizioni e accostamenti inediti, come se l’intento fosse quello di non lasciare fuori nulla per timore di dispiacere. Allora ci sono giacche di lana alla marinara e poncho tartan, abiti e gonne foulard con stampe in stile medioevale, maglie jacquard logate e jeans workwear oversize, pigiama in seta e slip dress, caftani scivolati e long dress in lurex e altri abiti sovrapposti ai pantaloni. Sul fronte accessori, borse di tutte le dimensioni portate a tracolla e a mano, sciarpe in maglia, guanti robusti e stivali morbidi alternati ad altri a calza. Variegata anche la palette cromatica.