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Editoriale

La nuova collezione di Kenzo va in scena sullo sfondo di murales illustrati dall’artista e sciamano peruviano Pablo Amaringo, con musica tradizionale in grado, allo stesso tempo, di creare uno stato di trance. Ed è proprio l’intenzione del duo Lim-Leon, che ricrea una sorta di effetto psichedelico/allucinogeno sugli abiti, con tonalità sature (il rosa fluo del finale è un flash quasi ipnotico), fantasie optical e un motivo a vortice ripescato dagli archivi della Maison. Ma la vera ispirazione viene dall’eredità cinese-peruviana del padre di Leon, cioè dai Tusán, etnia proveniente dalla Cina e stabilitasi in Perù a metà del 19simo secolo; ecco quindi poncho in tessuto tecnico e coperte indossate come giacche e/o pull cui si aggiunge una certa impronta workwear che duetta con il formale e l’abbigliamento da montagna in quasi tutta la collezione: capospalla trapuntati, gilet tecnici, pantaloni con bordo elastico e patch sul ginocchio e poi cuffie, guantoni da sci e zaini super-accessoriati.