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Editoriale

“La conferma che la semplicità non è mai sinonimo di banalità.” Così Katia Giannini esordisce nell’Autunno/Inverno 2017.18. Una collezione romantica, femminile ma anche molto rigorosa, dall’appeal spesso maschile. La donna immaginata è androgina e veste con cappotti finestrati a trapezio dal rigore sartoriale, trench e giacche in velluto a coste, pantaloni a vita alta oversize, camicie maschili strette con polsi over, arricciature o piccole ruche. I trench protagonisti della collezione abbandonano le fodere per accoppiarsi alla camiceria rigata o al twill di cotone antigoccia che li rende reversibili. Le fantasie di abiti dai fianchi arricciati riproducono le tappezzerie e le carte da parati Sixties. Ma la donna immaginata è anche una creatura romantica, sognatrice che veste di ruche materiche, di sete stampate e ama i fiori astratti, proposti anche sotto forma di disegni jacquard per i coat dai volumi importanti e dall’allure minimal come l’intera collezione.