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Editoriale

Quando è stata fondata, all’inizio degli anni ’90, la società di Kate Spade produceva principalmente borse, tanto da chiamarsi ‘Kate Spade Handbags’ ma presto si è estesa anche all’abbigliamento e oggi la direttrice creativa Nicola Glass afferma che il prêt-à-porter è per il marchio un’opportunità. La nuova collezione invernale si muove in questo senso, con un guardaroba che sembra uscito da una pellicola anni ’70, in cui i pezzi sartoriali composti da giacche accostate e pantaloni a vita alta scampanati si alternano alla fluidità di abiti mini e midi, accompagnati da raffinati turbanti e stivali alti stringati. Sia gli uni che gli altri sono caratterizzati da colori vibranti, ulteriormente enfatizzati, in certi look, dalla luminosità del velluto e da stampe animalier o floreali. Non meno importanti, naturalmente, le borse, che la Glass accoppia in due formati, uno grande e l’altro mini, come ha visto fare alle donne newyorchesi che sono l’anima del marchio dalla sua fondazione.