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Editoriale

È irlandese ma ha un marchio con sede a Londra e sfila a Parigi; Jonathan Anderson vive sulla propria pelle il doloroso avvicinarsi della Brexit con tutto ciò che comporterà per chi, come lui, gestisce un business internazionale. Un caos. Lo stesso caos che il designer, con il suo stile ironico ma profondamente filosofico, riversa nella nuova collezione, che definisce “romantica ma con una luce sinistra”. I look in passerella sono una metafora delle divisioni tra comunità e identità nazionali, una sorta di Torre di Babele stilistica in cui i capi si stratificano uno sull’altro e vanno da cappucci medievali a costine che scendono sulle spalle a stravaganti calzettoni e scarpe spaiate, come quelle leopardate che indossa spesso la premier Theresa May. In mezzo un po’ di tutto: camici da lavoro sovrapposti da maxi-colletti in peluche, maglie a righe, maglioni corposi a collo alto da cui spuntano lembi di altri indumenti, shorts con elastico regolabile con coulisse sull’orlo, portati a volte sopra altri pantaloni svasati, camicie asimmetriche e così via, in caotici abbinamenti che toccano anche la palette cromatica.