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Editoriale

Nonostante le prime uscite in nero totale, la nuova collezione di Junya Watanabe s’ispira ai colori e ai pattern africani e non è dunque un caso che la sfilata si tenga al Museo della Storia dell’Immigrazione di Parigi, con i visi delle modelle decorati da piccole sfere che richiamano le maschere tribali ed enormi copricapo che riprendono le rotondità delle gorgiere metalliche. Linee fluide e superfici liquide caratterizzano chemisier lisci o con dettagli (o interamente) in pizzo, sovrapposti a volte a pantaloni sottili al polpaccio e abbinati in alcuni casi a pelli leopardate portate sopra le spalle come mantelle. Arrivano poi cromie vivaci e fantasie etniche per t-dress con massiccia bigiotteria cubista o con imbracature o colletti metallici.