×

Editoriale

È nell’incontro-scontro tra opposti che spesso nascono i connubi migliori; una collezione sul denim che s’interseca con i processi sartoriali è per Junya Watanabe come “provare una sensazione romantica con la musica rock”. L’attenzione del designer si concentra soprattutto sulle forme a ruota anni ’50, gli abiti da sera e le crinoline incorporandoli in patchwork di jeans abbinati a semplici T-shirt bianche o dedicate alla band heavy metal Strikeback. La sfilata è una successione di 41 varianti in cui pannelli in tulle o parti di sottoveste sono cuciti a gonne, abiti dal taglio diagonale e salopette in denim, anche in fantasia, a loro volta sovrapposti a pantaloni con risvolto. Con collarini borchiati o decorati di anelli metallici pendenti, caschetti neon e sneakers in versione bassa o alta e solida, l’effetto è quello di un punk romantico sperimentale, fresco e brillante come la mente del suo creatore.