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Editoriale

Che bella sorpresa sulla passerella di Junya Watanabe tutti quegli uomini di mezza età e oltre con i loro capelli brizzolati, le barbe bianche, i segni del tempo a scavare i bei visi. Perché ormai la regola sembra essere quella di servire su un piatto d’argento stile per ragazzi imberbi, i Millennial, i Centennial, ma vuoi mettere il fascino dell’uomo maturo? Ulteriore sorpresa, vestono cool, rendendo desiderabili capi che porterebbero anche i loro figli. Il blazer slim sulla camicia fuori dai pantaloni, il jeans slavato e risvolto alto, la felpa con il cappuccio, la giacca utilitarian piena di tasche, la maglia a righe. E, naturalmente, ogni capo di abbigliamento, che sia un capospalla, un pantalone, qualunque cosa, diventa un collage vissuto, vissuto come i volti e i corpi di questi uomini fieri delle proprie rughe. Le maniche delle giacche a contrasto materico, i jeans con patch e strappi, i cardigan dall’aria rétro, insomma non c’è storia, neanche fosse il ragazzo più cool della sua generazione.