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Editoriale

Junya Watanabe imprigiona il corpo in una gabbia geometrica strutturata ad origami, da cui spuntano leggings lucidi e maglie in lycra. Il nero predominante uniforma la tridimensionalità delle superfici i cui incastri risaltano maggiormente con l’uso di tinte vivaci come il rosso od il fucsia che colorano abiti e bluse oversize su cui spiccano panneggi, fori, tagli architettonici che rendono i capi simili a strutture poliedriche. Meno scenografiche ma sempre d’effetto le prime uscite in nero totale, con le maglie seconda pelle portate con gonne voluminose e scultoree, dotate di fori e ruche geometriche. Anche i copricapo si adeguano al mood, cappelli scultura sovrapposti a fasce-calza in stile Pierrot.