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Editoriale

‘Kawaii’ è un termine giapponese che significa ‘dolce’, ‘carino’, ‘amabile’ ed è generalmente collegato a fattezze bambinesche e ingenue, zuccherose; così si intitola la nuova collezione di Junya Watanabe e così sono le ragazzine che sfilano a due a due in passerella, con maxi-codini e trucco da bambola ma imperfetto, con le ciglia finte messe di traverso e il rossetto rosa marcato. Forse questa è l’ironia, perché il designer non prende e non si prende mai troppo sul serio, un’ironia che si estende anche agli abiti, realizzati con vividi patchwork grunge e portati sopra jeans skinny infilati in stivali da cowboy con punta argentata. La collezione procede in questo modo, con una serie di collage materici stratificati cui si aggiungono comodi blazer, pull corposi, giacche da biker e bomber. Una moda riassemblata e funzionale, in realtà molto poco zuccherosa e invece tanto pratica.