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Editoriale

Il sacro e il profano vanno in scena sulla passerella di Julien Macdonald; all’interno di una chiesa ottocentesca sconsacrata sfilano abiti body-conscious, che sono ormai un tratto distintivo dello stile del designer britannico. Profusioni di scolli e spacchi profondi aprono abbondanti squarci sulla pelle nuda che s’intravede anche attraverso ampi cut-out e ragnatele di maglia glitterate, altro elemento presente in ogni collezione di Macdonald, qui accompagnato anche da lunghe frange ballerine. Alcuni abiti sono decorati da stampe olografiche dall’effetto cangiante, altri hanno dettagli fetish come bretelle, incroci, collarini e zip che corrono lungo il tessuto e che contagiano anche le calzature, ankle boots a spillo con listelli e chiusure a fibbia.