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Editoriale

Jil Sander attraverso la mano di Rodolfo Paglialunga fa cadere la sua donna in abiti enormi che riprendono le atmosfere dagli anni ’80, il periodo d’oro della griffe. Nonostante le dimensioni oversize, i completi sono impeccabili nelle loro linee pulite e nelle geometrie che costruiscono attraverso le pieghe di certi capi. La precisione dei volumi, come nel caso delle maniche vaporose di vestiti lunghi fino al ginocchio, hanno una costruzione che sembra ingegneristica per la capacità di reggere la struttura. Le maniche sono lunghissime e in alcuni casi eccezionali corte e asimmetriche. Rigore anche nella scelta dei colori dove si predilige una palette in gradazione che parte dal crema, passando per il mattone, rame, il mou, il caramello e il cipria per approdare al wengé. Non ci sono fantasie, se non alcune striature, ma gessati in fresco di lana e plissettature che sembrano increspature su tessuti come lino pesante o seta.