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Editoriale

Una lezione di semplicità, di rigore, di sobrietà. La collezione di Jil Sander è poetica, essenziale, minimale. Le linee sono pulite, i volumi rilassati, le forme pure. I tessuti si alternano, impalpabili o strutturati, sapientemente lavorati con tecniche couture. I tailleur in lana giapponese e feltro sono extralarge. La giacca di seta è imbottita, morbida, avvolgente. Il poncho decostruito si abbina a pantaloni a gamba larga. Il cappotto smanicato dal profilo tagliente ingloba una camicia dalle ampie maniche. Le stratificazioni sono imbevute di senso di comfort. Fresche tuniche e candidi vestiti vengono indossati sopra ad ariosi pantaloni. Le superfici si librano in volo, votate alla leggerezza: delicate stampe di aironi e rondini si posano sui capi. I vestiti si plasmano sul corpo grazie a costruzioni ispirate ai corsetti e ad un’esclusiva sensibilità sartoriale. Gli indumenti mostrano la propria essenza, dalle nuance crema, latte, pergamena, zafferano, blu notte.