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Editoriale

Il futuro è candore e intelligenza artificiale. È morbido, avvolgente e caldo. Chiede protezione, sensibilità. Jil Sander ne prepara la culla, ne intesse la forma. Plasma una collezione dal biancore abbondante, copioso. Indumenti minimali, essenziali, ondeggiano, fluttuano intorno al corpo. Compongono una danza materica, tattile. Sono rigonfiamenti lanosi, di cotone e seta. Hanno la consistenza di materie pregiate, la cura artigianale, una sartorialità perfetta. I capi hanno orli asimmetrici, spalle arrotondate, volumi ariosi. I cappotti sono ampi, monocromatici, albini, notturni, con fiori di lavanda a jacquard. Gli abiti a costine hanno un andamento irregolare, creano un gorgo di tessuto rosso o grigio intorno al corpo. Le giacche hanno maniche lunghissime, trattenute da un lembo di stoffa sui bicipiti. Morbidi fasci e stole avvolgono le spalle, sono nuovi bozzoli dalle rigature pastello. Il futuro, firmato Luke e Lucie Meier, è niveo e confortevole.