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Editoriale

Un omaggio ai B-movie anni ’60 che si trasforma in una critica all’odierna sovraesposizione da schermo, sia quella dello smartphone che quella del laptop o della TV. Con il suo inconfondibile tocco pop, Jeremy Scott porta in passerella bambole dai capelli cotonati e trucco acceso, vestite di tunichette ad A e mini-gonne iridescenti e/o con stampe cartoon sottilmente sospese tra il divertente e l’inquietante. D’altronde ore di schermo ti fondono il cervello, quindi hanno senso gli occhi strabuzzati e le bocche spalancate riprodotti su top crop e abitini, come anche la maglieria ‘psichedelica’ o spugnosa che richiama l’effetto traballante delle immagini delle vecchie TV. Su linee semplici e pulite spiccano texture e lavorazioni che giocano con ricami, perle e paillette.