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Editoriale

Una collezione ‘arrabbiata’ quella di Jeremy Scott che, ancora deluso per l’esito delle elezioni americane, manda in passerella tutta un’iconografia legata al culto delle celebrità Made in Usa e al pericolo che si corre se le si elegge ai piani alti del potere. Aprono le celebrities per eccellenza, Gesù Cristo e la Madonna, raffigurati su abitini, maglie, pantaloni e perfino sugli stivali in velluto, poi ci sono i personaggi dei cartoon su felpe e T-shirt, alternati a look da showgirl tutti paillette, frange e calze a rete. I capospalla sono in prevalenza giacche da biker cropped borchiate portate su slip dress o con pantaloni a zampa. Su tutto spiccano colori pop, effetti luminosi e la solita ironia dissacrante del designer.