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Editoriale

I tacchi delle modelle calpestano il tappeto di foglie secche che ricopre la passerella di Jasper Conran, una passeggiata che di autunnale ha anche le nuance, verde bosco, viola, blu, melanzana, mentre il twist ha un eco rétro anni ’20, con silhouette fluide, dalla vita bassa o per niente segnata. Sono tutti abiti o gonne, non c’è un pantalone, forse a sottolineare la marcata femminilità di questa donna che si veste di cachemire e velluto luminoso e come motivi sceglie fantasie geometriche rigorose in stile Art déco, più in evidenza quando accostate a superfici satinate o, appunto, vellutate. Le lunghezze sono al ginocchio o poco più sotto, giacche e bluse, soprattutto un modello con corpo in suede e maniche trasparenti, hanno volumi boxy, più definiti, mentre le camicette sono fluide come le gonne a pieghe abbinate e i coat ampi, a kimono. I cappelli a tesa larga, ideati da Stephen Jones, nascondono il volto aggiungendo un pizzico di mistero.