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Editoriale

Tornano le stampe e i cappelli matti di Henrik Vibskov che questa volta dedica la propria collezione ai “problemi di comunicazione” posizionando lungo la passerella dei musicisti mascherati che coi loro strumenti assordanti mettono in movimento le bocche di tanti burattini in legno. Distrazioni rumorose a parte, gli abiti sono in pieno stile Vibskov, tagli androgini, motivi geometrici in colori basici con iniezioni cromatiche vitaminiche, sovrapposizioni, forme over ed avvolgenti come quelle, ad esempio, dei cappotti con collo asimmmetrico e cintura in vita. Linee morbide anche per casacche con maniche ampie e gonne o pantaloni che formano spesso dei completi, più sottili certi abiti a tunica ma in prevalenza s’impongono volumi extra e cocoon.