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Editoriale

Nelle note di sfilata di Gucci intitolate ‘Campi di riattivazione poetica’ si citano

Benjamin, la distruzione come impulso creativo di Bakunin, Deleuze. Filosofia allo stato puro, richiami alti per una moda che, anche se è di lusso, è pur sempre un fenomeno di massa, che tocca tutti gli strati sociali. E Alessandro Michele, che festeggia il suo primo anno alla guida della Maison, sa come smuovere le sue, di masse. Tramite una ‘memoria creativa’ che rimpasta il ‘già stato’ col presente, Michele propone un guardaroba prevalentemente asessuato, molto Seventies, fatto di completi smilzi dalle fantasie floreali, pigiami di seta, cappotti a quadri, bluse con maxi-fiocco, cardigan ricamati, T-shirt con Snoopy e il suo amico Woodstock, mantelle di maglia. E in effetti scatta il déjà-vu.