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Editoriale

La citazione di un filosofo per sancire la necessità di un cambio di rotta. Alessandro Michele, il nuovo direttore creativo, trova conforto nelle parole di Giorgio Agamben: ‘È davvero contemporaneo chi non coincide perfettamente con il suo tempo né si adegua alle sue pretese’. Fumosamente Wes Anderson, un po’ The Dreamers, l’anacronismo di Gucci risulta una splendida lettura dei nostri giorni. Lo stile spiegazzato e sonnacchioso si carica di struggimento. Abiti tunica stropicciati dalle stampe floreali, gonne di ciniglia, fiocchi e baschi rive gauche. Vagamente Margot Tenenbaum, vagamente concierge Grand Budapest Hotel. Fuori dal tempo, contemporanei sempre perché fuor di sesto, sono anche i maglioni ricamati, le gonne trasparenti di pizzo e una palette che spazia dal senape al verde oliva e che accosta i rosa corposi ai rossi intensi. Non ancorata alla periodizzazione nasce così un’intensa forma di intimità.