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Editoriale

Su una passerella glitterata di rosso prendono forma le più “oscure ossessioni” (darkest obsessions”) di Riccardo Tisci che se ha utilizzato spesso il suo rapporto con il cattolicesimo come fonte d’ispirazione, ora ne ribalta i principi, evocando le forze del male, come dire che senza una non esiste l’altra. Lucifero non è forse un angelo caduto dal cielo? Eccolo allora piombato tra noi, con il viso a volte nascosto dietro inquietanti maschere dipinte, vestito in impeccabile gessato con gonnellino sovrapposto o con giacca di pelle da biker da cui penzola la coda di qualche povero animaletto caduto nelle sue grinfie o ancora con completi total black profilati di rosso. E anche se Tisci dichiara che questa collezione vuole essere un viaggio di libertà e utilizza in questo senso pattern ispirati ai motivi tradizionali dei Nativi americani, sia stampati all over che sfumati in paillette, tutto è avvolto in un alone più che sinistro, da danza satanica.