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Editoriale

Giambattista Valli fa sfilare la sua signorina perbene in un vasto spazio industriale che ricorda il loft di un artista, forse perché l’ispirazione per questa collezione gli viene dall’appassionata storia d’amore tra il pittore Mario Schifano e la nobildonna romana Nancy Ruspoli. Un incontro tra opposti, lui proletario lei aristocratica, che si riscontra negli accostamenti tra capi e materiali: gilet cropped di maglia stile anni ‘70 e camicie maschili rigate portati con abiti eterei o minigonne con volant, completi sartoriali dalle stampe stravaganti con le giacche aperte su reggiseno di pizzo, pantaloni portati con top incrociati o trasparenti. Ma ci sono anche tanti abiti iper-femminili, lunghi, asimmetrici, guarniti da balze e/o ruche, in fantasie floreali, con inserti di pizzo, che enfatizzano il lato nobile ed aggraziato della fanciulla di Valli.