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Editoriale

La ragazza di Giambattista Valli immaginata per Giamba gira per la New York degli anni ’80 senza però rinunciare al romanticismo proprio del designer. Ne viene fuori una fanciulla che mescola pizzi e merletti con indumenti presi dalla strada come graffiti strappati dal muro. Il pizzo bianco e virginale si corrompe con dettagli punk come bustier e cinture di pelle nera mentre il tulle nero si indossa con felpe maculate. Gli abitini sono corti e leggeri, ricchi di ruche e di trasparenze, e non risultano mielosi smorzati dalle calze a rete. Tutto si gioca tra il bianco, il nero e il rosa e qualche sprazzo di rosso per i disegni di alcuni abiti. Varsity, chiodi e giacche sono un misto di animalier, pelliccia, vernice, street art e paillette. Sfrontata com’è, questa donna non ha bisogno di avere un outfit da giorno ed uno per la sera visto che è sempre come se vivesse in un club della Grande Mela senza rinunciare alla sua innocenza.