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Editoriale

Non si respira speranza sulla passerella di Gareth Pugh. Lo stilista inglese ha messo in scena una collezione teatrale dominata dall’oscurità che Pugh attribuisce ai tempi recenti. Il modello di riferimento è quello disturbante de ‘Il portiere di notte’. Sembra di vederla Charlotte Rampling sotto quei cappotti neri stretti da una cintura in vita o dentro quei completi in cui la giacca doppiopetto si appoggia sui fianchi come una divisa militare, senza parlare poi delle bretelle iconiche indossate su seni nudi e pantaloni maschili. È una donna androgina devota al nero, quella proposta, che ama avvolgersi nella pelle o nel leggero e volatile nylon, amante delle linee rigorose e voluminose si imprigiona da sola dentro strutture architettoniche che la proteggono e la scoprono al tempo stesso. La femminilità di questa guerriera fa capolino dalle trasparenze e nel piacere che prova nell’indossare la pelliccia, anche se non basta a renderla più dolce.