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Editoriale

La furia e la ferocia. Gareth Pugh veste una musa audace e spietata che mostra la sua indole più impetuosa. La rende astuta e provocante, simile ad un felino, un ghepardo, un animale selvaggio, avvolgendola dentro giacche leopardate, languidi abiti maculati, manti di pelliccia. La trasforma poi in un’eroina votata alla distruzione, vestita di pelle nera e vinile, dentro abiti che modellano il corpo o lo esagerano, in una metamorfosi delle proporzioni: le spalle accentuate, rigide, squadrate, una cintura a stringere la vita, i pantaloni a vita altissima, i guanti da lavoro. Gareth Pugh trasforma poi la sua dea in una pilota da rally, cingendola dentro corsetti sagomati, bustini simili a scudi contemporanei, abiti come involucri futuristici, dal blu elettrico. Anche i materiali mostrano il loro lato più ardito. La vernice nera domina la passerella, lasciando spazio a tocchi di austero gessato, a pelle, plastica e pelliccia. Seguendo ogni mutamento di un’anima feroce e furiosa.