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Editoriale

In questa tornata di sfilate vanno di moda i magazzini, non i grandi magazzini ma i ‘magazzini magazzini’, i depositi merce insomma, dove i designer seminano scatoloni, pallet e, nel caso di Fendi, carrelli e bagagli. Perché anche gli immensi locali dove si riconsegnano le valigie, negli aeroporti, hanno qualcosa di transitorio, con tutta la roba che va e che viene e Silvia Venturini Fendi dice che lì trova molto d’ispirazione. Ispirazione per una collezione finto-casual, molto logata, che ripropone dei classici della Maison, come le strisce Pequin in versione diagonale o la doppia F su vari tipi di capospalla, veri protagonisti della sfilata, dalle giacche in pelliccia ai soprabiti agli impermeabili ma anche su dettagli come bordi e polsini. Dalla collaborazione con l’artista Reilly nascono le stampe digitali all over, perfino su scarpe e accessori.