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Editoriale

È un esercizio di stile sul tema ‘couture’ quello che va in scena sulla passerella a specchio di Ermenegildo Zegna, allestita proprio di fronte al palazzo Mondadori di Segrate che Oscar Niemeyer ha progettato nel 1968, stesso anno in cui Zegna cominciava a produrre il prêt-à-porter. E la collezione non riflette solo la struttura dell’edificio ma anche il suo significato: “volume senza peso”, come la definisce il direttore creativo Alessandro Sartori, ovvero silhouette voluminose ma contemporaneamente molto leggere che traggono origine dalla sovrapposizione di mesh, lana e seta per abiti, giacche e pantaloni che nascono classici ma invadono il campo dello streetwear grazie a tagli e dettagli sportivi. Elastici sugli orli, coulisse, tasconi, patch, inserti a contrasto, zip e cappucci contaminano il sartoriale che, oltre al blazer sceglie il bomber. E poi le sneakers iper-tecniche, che a maggior ragione diventano accessorio insostituibile.