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Editoriale

Crocevia di vite ma anche di culture e razze, la stazione è un perfetto simbolo di melting pot e di connessione e quella di Milano, con il suo atrio svettante, è anche spettacolare, quindi location ideale per una sfilata, seppur mai utilizzata finora dal mondo della moda. La sceglie Alessandro Sartori per Ermenegildo Zegna e i suoi uomini, pendolari che negli abiti stessi hanno insita l’idea del viaggio, breve o lungo esso sia. Il sistema con cui Sartori costruisce la collezione è infatti modulare, interscambiabile, sovrapponibile, con capospalla dal colletto staccabile, pantaloni con elastico sull’orlo che in alcuni casi hanno tre fasce regolabili sulla gamba, accessori pratici, come sacche da viaggio appunto e cappellini da baseball in velluto. Anche le decorazioni sono a tema, con ricami a rilievo di pendolari in movimento su felpe e soprabiti e motivi architettonici astratti su maglie e coat. Last but not least, il 25% dei pezzi in nylon, cachemire e lana proviene dai ritagli di fabbrica Zegna ovvero un viaggiatore attento al riciclo!