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Editoriale

La sala neo-brutalista della Bocconi si trasforma in un paesaggio di montagna innevato (artificialmente) che Alessandro Sartori per Ermenegildo Zegna associa all’Oasi del marchio, un parco naturale ad accesso libero sulle Alpi biellesi, voluto dal fondatore del brand negli anni ’30. Natura quindi e montagna ma anche, inevitabilmente, sartorialità con i completi dalle giacche a ‘terzo petto’, i gilet staccabili, i pantaloni che si stringono in fondo regolandosi con una sorta di polsino e i lunghi cappotti in cachemire con cinture rimovibili. Abbinati o alternati, blouson in shearling, maglioni intarsiati, giacche e tute imbottite (di ovatta mista a lana e non di piume!) e su tutto spiccano i nuovi tessuti tinti al naturale: il ruggine del blazer viene ad esempio dal tè e dal tabacco e il viola abbinato dal fiore di croco. Abiti appunto che, come l’Oasi, sono curati “per apparire il più naturale possibile nella loro bellezza”.