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Editoriale

Dare libertà all’uomo metropolitano con un vestire casual mutuato, perché no, dalla montagna, regala a re Giorgio una soddisfazione impagabile e forse è per questo che la collezione si chiama ‘Liberty’. Libertà di indossare le pellicce, ecologiche come da nuova recente politica del marchio, su giacca e cravatta o di scegliere tessuti caldi e morbidi che richiamano il peluche per i completi formali. Libertà di mettere il blouson zippato di velluto sulla camicia classica o la mantella sul blazer oppure una maxi-sciarpa rossa frangiata su un coatigan raffinato. E, ancora, di portare lo zaino con tanto di imbracatura sull’abito dall’effetto cangiante che ha però i pantaloni tecnici o trapuntati, di calcare sulla testa la cuffia da marinaio o il passamontagna, di arrotolarsi su collo e spalle pellicciotti selvaggi. Libertà, insomma, di rendere etici e stilisticamente (e socialmente) accettabili gli istinti maschili più atavici, interiori ed esteriori.