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Editoriale

L’idea di questa collezione è che Massimo Giorgetti, appena nominato direttore creativo della storica griffe fiorentina, abbia sì frequentato gli archivi e, una volta uscito, abbia deciso di fare di testa sua. Chi si aspettava di vedere rivisitazioni di abiti da nobildonna in vacanza in Versilia sarà rimasto deluso. Chi invece era curioso di vedere le evoluzioni del talento del giovane stilista magari avrà qualche dubbio perché qui Giorgetti aveva a che fare con un’eredità importante che ha solo parzialmente usato. C’è un caso in cui la tradizione del Marchese Pucci si fa sentire forte è chiara, quando appare in passerella un foulard: Giorgetti prende un mix di stampe e ne fa un abito. Per il resto gli accostamenti sono arditi nelle sovrapposizioni di tessuti e di fantasie. Dal mare arrivano i decori, appesi come se fossero stati appena pescati. Ogni tanto il nome “Emilio” fa capolino a ricordarci di cosa stiamo parlando.