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Editoriale

Lo spirito di Emilio Pucci si tinge di leggerezza, vibra di note tropicali. È un viaggio tra i colori e le luci di paesaggi caraibici. Le forme sono rilassate, libere. Le tonalità gioiose. Gli abiti sfoggiano asimmetrie inedite, sono fluidi, lunghissimi. Si annodano sul davanti, lasciano le spalle scoperte, hanno spacchi, cordoncini da legare in vita. Gli chemisier hanno drappi fluttuanti con stampe foulard, inserti a plissé. Le gonne midi sono luminose, intrecciate con perline, con frange anch’esse fluttuanti negli orli. Si fanno mini, abbinate a giacche doppiopetto iperfemminili. Le stampe dominano la passerella. Sono decorazioni iconiche, vortici multicolor, geometrie, labirinti cromatici energetici, vitaminici. Seguono la tradizione, poi si trasformano. Hanno nomi nuovi: Villa, Shell, Rivera. Sono innovative, con delicati effetti bicromatici, sul plissé, con rotture grafiche verticali, su sfondo nero. Per un’estate all’insegna del colore turchese, menta, pesca, pompelmo, violetta.