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Editoriale

La rinascita di Pucci passa anche dal diventare sempre più indipendenti rispetto alla tradizione di un marchio storico. Massimo Giorgetti proietta nel futuro la casa di moda fiorentina immergendo la collezione in tonalità fluo e stampe grafiche nuove di zecca, non appartenenti agli archivi. Le forme sono fluenti, morbide, oversize. I colori sono accecanti, su tutti il verde mela, l’arancio, il fucsia, il pervinca, il menta, il salmone e giocano con la luce, specialmente i capi coperti di paillette che sembrano squame, ma anche le frange lunghissime che caratterizzano buona parte degli outfit. Il total look monocromo affianca il Paisley psichedelico che anima stole e cappotti, giacche e abiti da sera, caftani e completi doppiopetto solleticando l’immaginario degli anni ’70 così come lo zebrato e le righe in libertà. La donna viaggiatrice che compare con il trolley si veste di jersey, il tessuto caro alla griffe che non si spiegazza in valigia.