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Editoriale

Dries Van Noten sceglie il palcoscenico dell’Opéra Garnier per una passerella che ha un che di onirico, anche grazie alla leggera inclinazione del palco che crea un effetto dissonante, quasi capovolto, come ammette lo stesso designer, che parla di realtà e sogno e della difficoltà di distinguere l’una dall’altro. Ecco allora una commistione di generi e stili, un lungo trench o un blazer doppiopetto navy con un nastro tricolore a ricciolo applicato sulla spalla o su di una manica o dei solidi pezzi militari con tanto d’imbracature e stemmi, portati con i leggings. La collaborazione con l’artista americano Wes Wilson si fa sentire nella seconda parte della sfilata, con le sue opere psichedeliche che decorano completi e capospalla satinati, mentre tornano i riccioli, anche stampati all over e, di nuovo, il militare che si fonde con fluidi pezzi pigiama. Cos’è il sogno e cosa la realtà?