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Editoriale

L’Art Brut, definizione coniata nel 1945 dal pittore francese Jean Dubuffet, indica le produzioni artistiche realizzate da carcerati o pazienti di case psichiatriche e si pone al di fuori delle norme estetiche convenzionali, produzioni che negli anni ’70 la cultura anti-establishment ha poi reso mainstream, di moda. È questo legame tra Art Brut e cultura psichedelica che Dries Van Noten celebra nella propria collezione ricca di stampe optical che si fondono con motivi floreali stilizzati su parka oversize, coat con cintura in vita, gonne longuette asimmetriche o a matita, long dress fluidi portati con stivali alti anch’essi in fantasia. Ad essi si abbinano o si alternano pezzi maschili come camicie, completi pantalone e blazer decorati da spille o bordati di piume, mentre i capospalla over hanno maxi-colli in faux-fur o sono eco-pellicce colorate che rivestono anche le borse a mano.