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Editoriale

Dopo aver esplorato in lungo e in largo il mondo dei Millennial, Dolce & Gabbana possono affermare che i loro classici, dagli smoking al pizzo nero ai completi in seta, piacciono anche alle nuove generazioni. Così ciò che fa il duo è condensare 34 anni di codici stilistici in quasi 150 uscite toccando tutte le età della vita, dall’infanzia alla senilità. Non solo, la sfilata è costituita da 40 opposti (che si attraggono): velluto vs broccato, sacro vs profano, erotico vs cattolico e così via.  Abbondano gli abiti mono e doppiopetto, anche tre pezzi, con revers a contrasto o in versione pigiama, patchwork o in lucido broccato o luminosi di borchie, i look ‘siculi’ con camicia di pizzo o canotta a rete dentro i pantaloni ampi con le pince, le felpe e le T-shirt over con Madonne pop, maglie da baseball e jeans baggy, bomber con croci dorate, tute sportive deluxe, pezzi camouflage e completi con stampe di cannoli e di altre prelibatezze siciliane. Un intero universo fin troppo condensato ma pieno di amore che il duo esprime per la moda e per il tempo che, indenne, ha attraversato.