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Editoriale

È dedicata ad un nuovo Rinascimento la collezione di Dolce & Gabbana. E proprio di questo si tratta dato che i due stilisti hanno portato in passerella persone normali e non modelle. Normali ma non comuni dato che erano tutti amici, figli d’arte o influencer compiendo una doppia rivoluzione: vestire qualsiasi tipo di fisicità e intercettare i tempi che cambiano. La collezione riprende la tradizione del marchio – il pizzo nero, l’opulenza, i bustini, le icone sacre e profane, i motivi floreali, il maculato – mescolando tutto con gattini stampati e ricamati, con la faccia di Justin Bieber, con immagini di astronauti che partono per l’esplorazione di un mondo nuovo che tra l’altro è già qua. Le pellicce sono divertenti, i tubini non sono mai ostentatamente sexy, le T-shirt con i jeans sono un punto fermo e riappare pure il vecchio D&G. Velluto, strass, paillette, macramè, pvc, piume e tutti i colori possibili: difficile dire cosa manchi. Di sicuro non l’ironia.