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Editoriale

Come riporta una delle t-shirt programmatiche in passerella, la ‘Dio(r)evolution’ è cominciata; l’artefice è Maria Grazia Chiuri che presenta una collezione ispirata alla scherma, sport che non fa differenze di genere. Per Chiuri questo è un guardaroba femminista, che supera gli stereotipi e stempera la sensualità con capi e dettagli ripresi dall’elegante disciplina sportiva. Le bianche divise da scherma con pettorine, imbottiture, corsetti, lacci a vista duettano con pezzi romantici come gonne di tulle trasparente, ricamate e non, portate su culotte a tono e con sneakers-stivale in pelle, cui si abbinano anche giacche da biker o l’iconica Bar. Gli abiti vanno dai mini ai long dress con corpetti rigidi e spalline con la scritta ‘J’adore Dior’, che omaggia la sport couture di Galliano. Trasparenze e ricami che riproducono le carte dei tarocchi e i portafortuna di Monsieur Dior dominano il finale.