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Editoriale

La primavera di Delpozo è una fragranza, ha la consistenza del glicine, dell’orchidea. La delicatezza dei fiori. Docili fioriture crescono sulle spalle, seguono le curve delle camicie, delle giacche, degli abiti. Sono corolle d’organza, volant, balze, romantici rilievi. Sono petali che accarezzano il collo, che si posano sul capo. Sono ricami, stampe, bagliori, trasparenze. Le maniche leggermente a campana sono boccioli che si schiudono, intrisi di grazia e misura. Il direttore creativo Josep Font si lascia ispirare dalle fragili forme della natura e dalle sculture in vetro di murano dell’artista Fulvio Bianconi. Compone una collezione all’insegna della purezza e della poesia. Drappeggi e volute a plissé danno forma a pepli contemporanei, dai colori tenui, malva, menta. Nastri si avvolgono intorno ai polsi, ondeggiano, come mossi da una leggera brezza. Bottoni bianchi, micro paillette, frammenti vitrei sono pietre preziose incastonate nei tessuti leggeri, fluenti.