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Editoriale

Ritornano le sexy geometrie di David Koma, rese ancora più affilate dall’impronta industriale che viene dalle sculture brutaliste in metallo dell’artista americano Frank Cota, a cui il designer s’ispira e che riprende sia nei tagli che nelle decorazioni. La collezione si concentra soprattutto su gonne e abiti che sono mini, sinuosi, con spacchi profondi, cut-out, applicazioni metalliche e caratterizzati da una particolare asimmetria: profili curvilinei vs linee diritte, una spallina larga e una fine e doppia, spalle nude e collo coperto. Borchie e griglie metalliche sono una costante dell’intera collezione, non solo come decorazioni ma anche come profili, chiusure e bande laterali sui pantaloni. Potente il finale, con le stesse griglie che duettano con il pizzo.