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Editoriale

Recuperare l’estetica space age anni ’60 di Courrèges senza correre il rischio di ripetersi stancando il pubblico; bella sfida per Sébastien Meyer e Arnaud Vaillant, che pare vinta grazie all’accoppiata ‘capi semplici, lineari + tecnologia’. Dopo tre tute in maglina seconda pelle con cut-out romboidali, ecco una serie di capospalla tra cui dei cappotti con dei piccoli bottoni metallici che premuti scaldano il capo tramite la carica del cellulare. Mica male. Poi ci sono tante giacche da biker crop e minigonne in pelle verniciata portate con girocollo e dolcevita a costine molto esistenzialisti, completi maschili a micro pied-de-poule, tunichette che riprendono i cut-out a rombo dell’apertura e altri abiti con doppia cintura borchiata che forse nasconde anche lei qualche diavoleria tecnologica.