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Editoriale

Il lavoro di Christopher Kane è sempre un riflesso del suo stato d’animo e di accadimenti reali legati alla sua vita; le recenti perdite, della madre e della sua mentore, sfociano in una collezione frammentata che richiama, attraverso tagli, spacchi, cut-out, pittura spray su abiti di varie lunghezze, top e mini-gonne, incidenti d’auto, fratture, ospedali psichiatrici e la scienza medica. È un’immagine forte ed insieme evocativa, che fa leva sull’uso di colori intensi, in certi casi fluo, e dettagli eccentrici, come le fascette in plastica che decorano le borse, i colli delle modelle a mo’ di choker e persino alcuni abiti. L’uso del pizzo neon è uno dei segni distintivi di Kane, insieme ad un certo tocco naïf rappresentato qui da ‘filamenti’ applicati sulla maglieria e sulla pelle.