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Editoriale

Christopher Kane ha attinto da quello spazio tra prodotto industriale e creazioni sartoriali che egli considera sempre più ridotto. Lo stilista britannico ha presentato una collezione a cavallo tra atelier e catena di montaggio pensando che, in fondo, per la sua esperienza, non ci sia tutta questa differenza tra i look prodotti dalle sarte in laboratorio e le protagoniste delle sue sfilate. Ne esce un mix adatto alla vita di tutti i giorni confezionato con tessuti di pregio come la seta pesante e il taffetà che non stonano però con i tessuti tecnici e strappi di velcro. Kane cita quadri neoclassici e stampe dell’artista newyorkese Ionel Talpazan e accosta con grande disinvoltura colori che vanno dal pesca al verde smeraldo passando per il rosso rubino e l’argento e sfumature iridescenti. Si prende ancora più libertà disegnando forme inconsuete, volumi nuovi e giocando con gli angoli che diventano un motivo ricorrente, come nei maglioncini e negli abiti bon ton.